Il 2004 è stato l’anno
della morte dell’anziano monitor a tubo catodico. La scelta si e’ concentrata
sui monitor con tecnologia Lcd. Oggi i monitor sono spessi
pochi centimetri con schermi a cristalli liquidi che esaltano la qualità
del contrasto, della luminosità e della rispondenza dei colori. Ci sono poi
vantaggi legati al minor consumo, la minore dissipazione di calore e di
radiazioni. Il principio di funzionamento dei display a cristalli liquidi e’
straordinariamente semplice (ad eccezione di noi comuni mortali): i cristalli
fanno passare, o meno, la luce polarizzata, a seconda che si applica un campo
elettrico che li fa ruotare.
Quando si va ad acquistare un monitor Lcd si deve decidere
prima di tutto la dimensione dello schermo e il suo
formato. Oggi si può acquistare bene con i modelli a 17” che
costano pochissimo in più rispetto a quelli a 15”. Si può anche scegliere un
modello a schermo largo con un rapporto 16:9 per vedere i film nel loro formato
naturale. Molti modelli, infatti, sono dotati di sintonizzatore Tv o altrimenti
ce ne possiamo comprare uno esterno con una modica spesa. Inoltre si diffondono
i film in Dvd e in DIVX da vedere al computer.
Altri parametri da considerare
sono la luminosità e il contrasto. La
luminosità si esprime in candele a metro quadrato (cd/m2) e comincia ad essere
accettabile da 250 considerando che i monitor a tubo catodico a fatica
superavano le 100 candele. Più che aumentare la luminosità sarebbe bene curare
il contrasto che è indicato da un rapporto. Si parte da 350:1 ma con un rapporto
400:1 andiamo verso un’ottima qualità.
Stiamo poi attenti ai c.d.
pixel difettosi:. Alcuni possono rimanere fissi nello schermo
rimanendo sempre spenti o sempre accesi ed è tutto legale giacché è previsto che
un certo numero di pixel sia difettoso. In tale caso sfruttiamo la possibilità
di sostituire senza spiegazioni il modello (in genere entro 7 giorni). I modelli
che si rifanno alla classe delle Iso 13406 che stabiliscono le caratteristiche
ergonomiche e di qualità dei display a cristalli liquidi sono i più seri, altri
invece indicano il numero dei pixel difettosi.
Guardiamo poi alla
risoluzione. Gli Lcd danno il massimo solo alla risoluzione
nativa che dipende dalla dimensione dello schermo. In altre parole dai pixel
presenti in tutte le righe del display. In un modello a 15” la risoluzione
nativa non può che essere 1024X768 mentre per un 17” sarà 1280X1024. Se si
cercasse di forzare un 17” a 1024X768 darebbe risultati pessimi. Inoltre anche
il dot pitch, vale a dire la distanza che separa un pixel dall’altro,
contribuisce alla qualità dell’immagine giacché più vicini sono questi punti
maggiore sarà la definizione.
Infine un’ultima annotazione riguardante
gli ingressi. Tutti i monitor hanno la porta Rgb, e in pratica
il classico ingresso video analogico presente anche sui monitor a tubo
catodico. Però chi ha una scheda con uscita digitale dovrebbe avere un display
che abbia questo tipo di ingresso, perché il segnale rimanga tutto digitale e
guadagnando in qualità (ci sono modelli che dispongono sia di un ingresso Dvi
che di un ingresso Vga). Anche una porta Usb integrata sul monitor può essere
utile come anche un ingresso S-Video si rivela utile per visualizzare
direttamente sullo schermo foto digitali o filmati collegandolo direttamente con
foro o videocamere. Il display dotato di sintonizzatore può,
infine, essere usato come televisore anche se il prezzo lievita
molto.
