Twitter è un social network, o meglio è il fenomeno sociale del momento. È esploso il fenomeno Twitter! Così hanno spesso titolato molti giornali. Gli stessi titoli, a suo tempo, furono riservati a Facebook l'altro social. Tra attempati che sperano di trasformare le amicizie in avventure e la ricerca (un filino morbosa) di vecchi compagni di scuola, più o meno il fenomeno di Facebook è comprensibile, tra l'altro è anche poco impegnativo: basta ogni tanto cliccare su “mi piace”, ricordarsi di inviare gli auguri di buon compleanno (senza aggiunta di regalo) e non è assolutamente necessario postare qualcosa di intelligente. Ma soprattutto si possono fare chiacchiere tra amici. Appunto, un successo annunciato. Ma il fenomeno Twitter? Mi è meno comprensibile.

Si possono pubblicare testi brevi ( tweet appunto), non più lunghi di 140 caratteri, con link a foto, video e siti. Gli amici non esistono, semmai ci sono i followers, una sorta di seguaci. Non c'è limite al loro numero e il rapporto tra i followers può essere benissimo a senso unico. Per chiarire, un tweet/messaggio viene pubblicato da un utente ( la media è di 126 followers ) ai suoi follower, ma non è assolutamente detto che a ciò segua un retweet che avviene quando il messaggio viene ripostato da un altro utente ai suoi follower inviandogli un reply e aggiungendo la sigla RT.
Naturalmente viene riportato anche il nome di chi ha postato il messaggio Così ha inizio la catena di Sant'Antonio di follower e il numero di retweet è l'indicatore del gradimento di ogni utente. Sarà un caso che personaggi in vista del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica cinguettino per la felicità di un oceano di followers. Fermo restando che non c'è niente di meglio di un cantante che si limita a cantare o di uno sportivo che suda o di un politico che ...boh, cosa fanno i politici, tuttavia, ben vengano i cinguettii quando servono a riportare l'attenzione su temi importanti. E il rilascio di Rossella Urru accidenti se lo è, ma non c'è assolutamente bisogno di pseudo guru tecnologici. Se proprio avete la vocazione dei seguaci allora sapiate che anche il Papa è su twitter: @Pope2YouVatican. Seguitelo se vi piace.