Quindici anni fa era un bene di lusso. Per la nostra mentalità del tutto superfluo. Oggi se usciamo senza cellulare ci sentiamo spogliati: non abbiamo più la reperibilità e non possiamo contattare più gli altri. In altre parole, non siamo più noi stessi.
In Italia esistono 94,4 contratti di telefonia ogni 100 abitanti, molto oltre la media europea e secondi solo dopo Lussemburgo e Svezia. Una famiglia media spende 47,02 al mese per la telefonia (tutti i tipi di apparecchi, compresi gli Internet Cafè). Le famiglie con cellulare sono ormai il 78,4%, il 95,5% se c’è un minorenne, il 33,2% se nuclei di soli anziani.
Intenet e cellulari sono quindi beni di prima necessità pena l’emarginazione sociale. Una necessità che sembra essere crescente col titolo di studio. Se il capofamiglia è laureato, il 97% dei nuclei ha un telefono portatile, mentre il 74,3% ha l’accesso alla rete.
Per acquistare un cellulare, oggi in media sembra che spendiamo 178 euro ma nel ’97 erano 354.
Insomma, trascorriamo tanto tempo con il nostri telefonino e davanti al Pc collegati alla Rete. Potrebbe sembrare un paradosso dato che la tecnologia dovrebbe cercare di farci risparmiare tempo. In realtà , sono strumenti che ci fanno vivere una vita più comoda e anche più semplice. Evitiamo un inutile stress per cercare informazioni ed oggetti, oppure per fare shopping. In futuro potremo acquistare i biglietti del tram con un Sms. Un mondo molto più informatizzato di quello di oggi, con una funzione fondamentale attribuita ai cellulari.
Roberto Dessy
Posted il: 11 novembre 2005