Quando si propongono suonerie o altri servizi per cellulari, come i jingle delle canzoni del momento, occorre spiegare nella stessa pagina che si tratta di un servizio in abbonamento, altrimenti è configurabile una pratica commerciale scorretta, a discapito soprattutto dei minorenni, e si incorre in multe.
Con la sentenza 29511/2010, il Tar del Lazio, confermando il provvedimento dell'Autorità garante del mercato, ha ritenuta legittima la multa ad una azienda che vende contenuti per cellulari (155mila euro) per una campagna promozionale dell'estate 2008.
L'Antitrust ha spiegato che il download dei jingle promossi rimandavano a un link esterno l'indicazione dei costi e delle modalità di attivazione e disattivazione. In pratica, un'automatica sottoscrizione dell'abbonamento a tempo indeterminato! Occhio allora!
Tiziana Piras